Saverio Raimondo copia!

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Nel giugno 2010, Saverio Raimondo fu fra i più attivi ad alimentare sul web la campagna diffamatoria contro Daniele Luttazzi. Raimondo lo accusava di “plagio”:

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Da che pulpito, pensarono alcuni utenti di ComedySubs, ben al corrente del fatto che Raimondo copia Luttazzi da anni:

Se vedi Raimondo e pensi a Luttazzi, un motivo c’è. Come dimostra questo video girato per RedTv (l’ex-tv del PD dalemiano), Raimondo copia da  Luttazzi tutto: stile, mimica, gestualità e formule delle battute (qui addirittura, da Satyricon, il Tom Jones di sottofondo!).

Sono molto rilassato questa sera perché ho appena fatto sesso in camerino. E’ stato molto intimo. Luci soffuse. Musica lounge. Io da solo. (Saverio Raimondo, 5/2/2009, a 0:27)

Ricordo con angoscia la prima volta che ho fatto l’amore. Era notte. Era buio. Ero solo. (D. Luttazzi, 1988)

Luttazzi, come i fan sanno, qui si diverte a migliorare una vecchia battuta di Rodney Dangerfield (“Ricordate la prima volta che avete fatto sesso? Io sì, e ragazzi, quant’ero spaventato! Ero solo!”) con una triplice anafora (Ero…Ero…Ero…) il cui ritmo, unito al tono dimesso della prosodia, potenzia l’anticlimax “Ero solo”. Raimondo che fa? Copia la battuta di Dangerfield e la variazione ritmica di Luttazzi.

Tanato dunque da ComedySubs, ecco che Raimondo non parla più di “plagi”, ma di “variazioni”: “Ottime osservazioni sulle variazioni” (Saverio Raimondo, 15/9/2010)

Basta aver letto qualche libro di Luttazzi per accorgersi che Raimondo copia di continuo e spudoratamente, oltre allo stile di Luttazzi (“Non so voi, ma io”, “E come se non bastasse“, eccetera), le formule delle battute di Luttazzi:

Da allora infatti non è stato più possibile portarsi lo shampoo in aereo. Né visitare le Twin Towers. Né tanto meno portare lo shampoo sulle Twin Towers. (Saverio Raimondo, 2011)

Non c’è niente di peggio di un viaggio in Venezuela. A parte forse una colica renale. O una colica renale durante un viaggio in Venezuela. (D. Luttazzi, Adenoidi, 1999, pag.107)

Ma Raimondo copia anche da altri:

Is there life before death? (Steve Andreas, 1995)

C’è vita prima della morte? (Saverio Raimondo, 2013)

Qui Raimondo copia Lenny Bruce:

Storico accordo tra le tre religioni monoteiste, cristianesimo, ebraismo e islamismo, per porre fine allo sterminio reciproco: d’ora in avanti l’odio e la violenza religiosa sarà riversato esclusivamente sui Testimoni di Geova. (Saverio Raimondo, 2009)

Negri, ebrei, italiani, irlandesi. Dobbiamo smettere di odiarci. Dobbiamo stare uniti. E picchiare i portoricani! (Lenny Bruce, 1958)

Qui Raimondo copia Woody Allen:

Raimondo copia WA

Anche vivere è cancerogeno. (Woody Allen, Stardust Memories, 1980)

Qui Raimondo copia l’idea da un vecchio joke USA:

Io sono lesbica. Mi piacciono le donne. (Saverio Raimondo, 2012)

E qui copia, malamente, di nuovo Luttazzi:

In Italia un bambino su quattro non sa la matematica. E anche gli altri 7 non è che siano dei geni. (Saverio Raimondo 2016)

L’80% degli studenti italiani non sa la matematica. L’80%! Quasi la metà.
(D. Luttazzi 1994)

In una famigerata intervista a ComedySubs, quando ReRosso gli ricorda i suoi debiti verso Luttazzi, Saverio Raimondo fa lo stronzo: “Mi hai appena paragonato a Hicks, Carlin, Emo Philips. (…) Quello che fa qui Luttazzi (quelle pause, quei tempi, quel genere di facce, quel genere di battute…) in America lo fanno in tantissimi.”

Notate: Raimondo sa bene cosa ha copiato da Luttazzi (pause, tempi, facce, battute), ma si difende con la classica balla usata da Paolo Rossi quando copiò Mistero Buffo da Dario Fo (e Franca Rame gli tolse il saluto). Rossi disse: “Non copio da Fo, copio da quelli da cui lui ha copiato.”

Insomma, anche Saverio Raimondo copia. Nulla di male. L’arte nasce dall’arte, specie quella comica. Ma è davvero sospetto l’accanimento di Raimondo, dato che dice: “Non ho il mito dell’originalità. Secondo me anche le cose già fatte vale la pena di rifarle, se si rifanno bene” (S.Raimondo, 7/7/2014) C’era già scritto nelle regole di Satiriasi, al n. 9: “Tutto quello che è stato già detto può essere ridetto, ribadito e migliorato” (2009). Cosa che Luttazzi teorizza e mette in pratica da sempre, sai che novità.

E allora la parola finale è quella di Faust VIII: “Non si può criticare Luttazzi di copiare, quando si fa la stessa cosa“.

Amen.

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Saverio Raimondo il rosikone fetentone

Come già analizzato qui, quelli di Satiriasi hanno il vizietto di cercare la notorietà attaccando comici italiani più famosi e più bravi di loro. Saverio Raimondo è della stessa risma. Ho trovato sul Web Archive il vecchio blog di Saverio Raimondo. C’è un suo post pubblicato pochi giorni dopo il fantastico intervento di Luttazzi a Raiperunanotte. Un Luttazzi “abbacinante” (E.Brizzi) si scatena  contro la censura, contro Berlusconi, contro gli italiani che accettano l’andazzo e soprattutto contro il PD inciucione. Il successo del monologo è clamoroso.

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5700 tweets

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Durante i 15 minuti di Luttazzi, l’audience del programma raddoppia e tocca quasi il 25% di share. Nota Polisblog: “Su friendfeed, gira un grafico che mostra i trend di ricerca su twitter di ieri sera per la stringa “Rai per una Notte”. E’ opera di ezekiel (Luca Alagna, ricercatore alla Luiss) e ci mostra come i volumi di ricerca siano stati disumani per l’Italia, robe mai viste. I twit registrati per una rivolta in Iran sono stati meno di quelli per #Luttazzi di ieri sera.”

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Su Youtube,  il video di Luttazzi raggiunge in un giorno 800.000 visualizzazioni.

Scrive Matteo Bordone:

Luttazzi è stato perfetto nei tempi, nei toni, nel modo di portare le battute, e anche nella capacità di smuovere gli organizzatori e la platea. A differenza di Cornacchione e Vauro, Luttazzi spiace in qualche misura anche ai buoni, mentre li prende per il culo per attaccare i cattivi. È fedele, insomma, a quello che ha sempre dichiarato: fare satira alla Lenny Bruce. Le facce di Ruotolo e Santoro mentre lui parlava di sesso anale erano molto eloquenti: si sentiva chiaramente che stava spingendo via dal palco i concetti “cattivo gusto”, “non sta bene”, “non è il caso”. Ma ancora più eloquenti erano le risate del pubblico, fragorose, a testimonianza del fatto che il buco del culo, il cazzo, la figa e la merda divertono molto la gente. È che le reti non hanno il coraggio, non capiscono più, hanno altri progetti — tengono Ferrara e cacciano Luttazzi per spendere il decuplo e perdere pubblico, per esempio — anche se è chiaro che il turpiloquio e i temi bassi sono fondamentali. Sono cose che ci divertono da matti, ci piacciono, ci smuovono, ci fanno arrossire e producono in noi un senso di liberazione pari a quello che si ha facendo tanta cacca. Col vantaggio che siamo bestie sociali, la cacca in pubblico viene male, e stare in mezzo agli altri mentre si prova quel misto di vergogna e esaltazione è la base della forza di tutti i comici americani che tanto ammiriamo.

La reazione del rosikone Raimondo (PD) non si fa attendere: lancia subito in Rete la balla sui passati “plagi” di Luttazzi, linkando l’url del blog anonimo Ntvox. E’ in anticipo di due mesi sui giornali, che poi verranno imbeccati in sincrono da qualcuno. Non sazio, Raimondo riscrive il monologo di Luttazzi per paragonare Luttazzi a Berlusconi. Questa carognata infame fa il paio con le interviste in cui Raimondo parla della “sfortuna” di essere un comico satirico mai censurato. E’ quello che Luttazzi chiama l’argomento dei bastardi: sostenere che la censura conviene alla vittima. E bravo il fetentone Saverio Raimondo!

SR riscrive il monologo di DL

Era il marzo 2010. Due mesi dopo, Francesca Fornario (PD), amica di Raimondo, crea sull’Unità (PD) il finto scoop che accusa Luttazzi di plagio. Racconta la storia a metà: non dice che Luttazzi dichiara apertamente le sue tecniche intertestuali da anni, e dà per scontato che si tratti di plagi. Anche la Fornario usa l’argomento “Luttazzi come Berlusconi”. Come Raimondo, la sceriffa Fornario è stata poi beccata a copiare a Luttazzi e ad altri. Vedi qui.

Ovviamente, nel giugno 2010, non appena i giornali amici si buttano a pesce sul finto scoop, Raimondo torna subito sull’argomento. Cita Repubblica per dare autorità alla balla che lui stesso aveva rilanciato due mesi prima (Repubblica a sua volta cita “la Rete”, e grazie a questo circolo vizioso i fatti restano non verificati)  e sfotte Luttazzi, mettendo in burletta la censura berlusconiana:

SR contro DL

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Saverio Raimondo il moralista sparaballe

A distanza di cinque anni, come uno stalker ossessionato dal suo mito irraggiungibile (di cui arriva a copiare, su Comedy Central, l’abbigliamento che Luttazzi aveva a Raiperunanotte) Raimondo continua a gettar fango su Luttazzi, approfittando del fatto che nel 2010  Luttazzi non volle querelare i diffamatori anonimi  (Luttazzi al Fatto quotidiano: “Non sto lì a querelare l’ignoranza e la stupidità: progetto troppo vasto.“).

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Guardate la serpe in azione: “Da noi il primo che ha introdotto quell’universo a livello linguistico e tematico è stato Daniele Luttazzi. Io mi rifaccio a lui o meglio ai modelli che lo hanno ispirato. Parlo così perché sicuramente conosci la questione famosa delle battute copiate. Insomma, Luttazzi sta alla stand-up comedy come Fernanda Pivano sta alla letteratura dei grandi americani, con la differenza che Fernanda Pivano non andava a dire che Sulla strada l’aveva scritta lei.” FALSO. Luttazzi non si attribuisce le battute dei satirici USA. Si attribuisce la sua versione di quelle battute. Che ne modificano il senso come analizzato qui e qui. Con tecniche intertestuali  dichiarate e legittime. Come sottolineano quelli del Terzo segreto di Satira, “Luttazzi ha fatto tantissimissimo per la satira in Italia”. Per esempio ha scritto la prefazione al libro di Lenny Bruce e le traduzioni fedeli e integrali dei tre libri di Woody Allen, è stato il primo in Italia a parlare di Carlin, Hicks e Sahl, ha contribuito a rinnovare il varietà tv con MaidireGol, ha importato da noi il talk-show alla Letterman,  ha individuato e descritto in un celebre saggio le trappole dello sfottò fascistoide, ha curato sul suo blog una Palestra di satira che ha formato -fra i tanti- quelli di Lercio, e pratica da 25 anni la stand up comedy riempendo teatri e Palasport. Luttazzi non è “la Pivano”: Luttazzi è Luttazzi. Raimondo? Sta appena facendo gavetta, e con esiti debolucci. Un po’ di umiltà non gli farebbe male. 

Lercio ringrazia DL

Cialtroneggia Raimondo: “Questa è un po’ una differenza etica, (…) perché il materiale che ha tradotto era proprio tanto e soprattutto era quello che faceva la differenza, la roba davvero geniale.FALSO. Altre balle. Smontate qui ai punti 1, 2, 3 e 8. A parte il luogo comune che equipara traduzione a mancanza di creatività, è evidente a questo punto che Raimondo non ha mai visto Luttazzi dal vivo. Scrive alexis89: “Luttazzi è magico, di una magia che a Raimondo manca del tutto e che non avrà mai, perchè o ce l’hai o non ce l’hai. Ho visto Luttazzi al Parco Nord di  Bologna davanti a 11 mila persone. Fece ridere a crepapelle con un monologo di satira politica per due ore e mezzo di seguito.” Ecco: quando Raimondo ci riuscirà, potrà sputare sentenze. Per ora, come Giardina, è solo un invidioso presuntuosetto che si crede chissà chi. 

Sai, sulla satira, come Luttazzi stesso ricorda, importa il tuo punto di vista, ma quando il tuo punto di vista sull’aborto è quello di Bill Hicks, quando il tuo punto di vista sulla guerra è quello di George Carlin, allora…” FALSO. I punti di vista di Luttazzi sono di Luttazzi. Le novità introdotte da Luttazzi sono spiegate qui e qui.

E tieni conto che nel suo Barracuda Luttazzi attacca ferocemente Bonolis per avergli copiato una battuta, e poi si scopre che quella battuta era di Carlin…” FALSO. Altra balla del killeraggio 2010, smontata qui al punto 10.

Luttazzi è stato fregato da Emule e Youtube.” FALSO. Luttazzi non ha mai nascosto nulla, per cui non è stato “fregato” da nessuno.  Sempre qui al punto 3.

Riassumendo: TUTTE le balle di quel killeraggio, comprese le tecniche di taroccamento del blog Ntvox e del video anonimo, sono smascherate qui.  Ma Raimondo continua a ripeterle a pappagallo, come fossero dimostrate, complici i giornalisti che non approfondiscono. Questo recente saggio accademico spiega perché chi accusa Luttazzi di plagio sia come minimo un incompetente che ragiona per luoghi comuni. Ironia della sorte: fra le regole di Satiriasi c’è, al n. 10, quella di prendere in giro i luoghi comuni in quanto “concime del consenso acritico”. Ecco, appunto.

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Saverio Raimondo il bulletto sgomitone 

Nelle interviste, Saverio Raimondo mischia sempre argomenti sulla satira copiati a Luttazzi (“La satira è eccessiva per definizione, altrimenti non è” “Chi fa satira deve alzare l’asticella” “Mi ispiro a Letterman, Woody Allen è il riferimento aureo, amo Carlin e Hicks e Mort Sahl“), balle auto-celebrative (“La stand up comedy in questo paese non si è mai fatta, ha iniziato ad affacciarsi solo negli ultimi anni con il progetto Satiriasi“), revisionismi farlocchi (“In Italia negli ultimi 20 anni la satira è stata o battutisimo compulsivo sul politico di turno o una satira militante, un po’ arrabbiata e cupa. Diciamo la verità… molto poco divertente“), castronerie qualunquiste (“La satira sicuramente non è impegno civile“) e l’infame tecnica di marketing di Satiriasi: denigrare altri comici italiani (“È questo che si può rimproverare a Crozza: non di copiare -non c’è certo bisogno di copiarle simili battutine- ma di fare battute troppo facili, che vengono in mente a chiunque” “Rispetto al post-Berlusconi, direi che la satira italiana è completamente impreparata: chi ha fatto satira o presunta tale in questi anni si è appiattito su Berlusconi e derivati, ed ora è rimasto senza argomenti e senza repertorio“).

Presentando il suo nuovo programma tv, CCN, Raimondo dice di ispirarsi a John Oliver, Jon Stewart e Stephen Colbert. Sa bene, però, che la sfida è impossibile. E allora che fa? Il solito: “Trovo poco interessante per un comico satirico di oggi affrontare l’attualità, intesa come la notizia del giorno: la battuta sul fatto del giorno la facciamo tutti, a tutte le ore e su tutti i social network.”

Raimondo dimentica di dire che c’è chi è molto più bravo di lui, a fare battute sui fatti del giorno. E’ questo che gli dà tanto fastidio? A quanto pare sì. Raimondo (come Montanini) ha già attaccato quelli di SpinozaSiti come Spinoza, dove ogni giorno migliaia di utenti scrivono battute sulla notizia del giorno. Questa non è satira: è un tic“. Un tic che Raimondo conosce bene:

SB copia la formula Tabloid

Qua sopra Raimondo, con risultati piuttosto scarsini, sta imitando il Tabloid di Luttazzi. Luttazzi da cui deriva, come spiega uno di Spinoza, tutto l’attuale universo di Satira 2.0 italiano.  Con buona pace dei detrattori alla Raimondo e del loro Edipo irrisolto.

Questa battuta satirica di Spinoza (“Gli Usa chiedono che non si usi la violenza. O almeno di aspettarli“) mi sembra che da sola valga più di tutti i monologhi di Raimondo, Montanini e Giardina messi insieme.

Ma Raimondo è uno che si fa largo a gomitate. Ne ha anche per i coetanei che gli fanno concorrenza in tv: The jackal, The Pills, Il Terzo segreto di Satira (“Sono divertenti in moltissimi casi, ma non la chiamerei satira.  Penso che sia un ottimo umorismo sull’attualità.”).

Anche questa la conosciamo già, Saverio. E’ la vecchia storia della volpe e dell’uva. La storia della tua vita.

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Settembre 2016

Saverio Raimondo dà notizia su Facebook di una recensione di Masolino D’Amico, da lui definito definisce “ENORME critico teatrale”. Raimondo riporta però solo la frasetta in cui D’Amico descrive la sua verve comunicativa. Dimentica invece il resto della recensione, che è una stroncatura del suo repertorio:

“Il prototipo della tendenza aggressiva è naturalmente il mitico Lenny Bruce, scandaloso dissacratore poco emulabile oggi, quando il proibito non esiste più. Da noi epigono del grande americano è stato Daniele Luttazzi, al cui scettro oggi ambisce il giovane (trentatre anni) ma già, come si dice, assai affermato Saverio Raimondo. (…) Il materiale però è discontinuo. Gli sfoghi migliori sono quelli che si beffano del politically correct – quando abbiamo smesso di usare come insulto «spastico» e «mongoloide»? (…) Ma fa meno ridere, perché c’è poco da riflettere, una lunga tirata sulla paura di volare; e si farebbe volentieri a meno di un bis sull’antropofagia dei cattolici, non perché blasfemo, ma perché poco originale. I miscredenti lo ritirano fuori ormai da secoli.” (Masolino D’Amico)

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